Bersani dice no al governissimo con il Pdl
Dopo l'incontro avvenuto questo pomeriggio tra l'ex premier e leader del Pdl Silvio Berlusconi e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, il leader dei democratici ha chiarito con un tweet la sua posizione rispetto alla possibilità di un governo di larghe intese con il Pdl: "Noi siamo a disposizione, ma no a governissimi". Quanto all'esito colloquio e al suo contenuto, è stato il vicesegretario del Pd Enrico Letta (l'unico ad aver assistito all'incontro tra il Cav. e Bersani, assieme al segretario del Pdl Angelino Alfano) a riferire per primo Leggi Bersani al Cav.: "Ti conosco mascherina, no al Governissimo" - Leggi Effetto Renzi - Cerasa Così Bersani scopre che il governo nasce solo da un patto con il Caimano
21 AGO 20

Dopo l'incontro avvenuto questo pomeriggio tra l'ex premier e leader del Pdl Silvio Berlusconi e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani , il leader dei democratici ha chiarito con un tweet la sua posizione rispetto alla possibilità di un governo di larghe intese con il Pdl: "Noi siamo a disposizione, ma no a governissimi".
Quanto all'esito del colloquio e al suo contenuto, è stato il vicesegretario del Pd Enrico Letta (l'unico ad aver assistito all'incontro tra il Cav. e Bersani, assieme al segretario del Pdl Angelino Alfano) a riferire per primo: "Si è parlato dell'elezione del Capo dello Stato nell'incontro tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi alla Camera. Non si è parlato di nomi – ha precisato Letta – ma c'è stata una prima condivisione sui criteri per arrivare all'individuazione di un presidente largamente positivo". Letta ha anche sottolineato che "Il Pdl sembra voglia muoversi su questa strada". "Sarebbe bello – ha continuato – se il 18 aprile ci fosse un presidente della Repubblica con una grande condivisione". "In un momento di grandi divisioni sentiamo la grande responsabilità di dare un segno forte di unità nazionale – ha spiegato Letta – Per questo vogliamo tentare di trovare l'unità su un nome condiviso che possa dare il segno di una forte coesione". Dopo i contatti già avuti con Scelta Civica di Mario Monti e con il Pdl, "nei prossimi giorni ci saranno incontri con la Lega e il Movimento 5 Stelle", ha poi annunciato.
Anche il segretario del Pdl Angelino Alfano, in una nota diffusa a seguito dell'incontro tra i due leader di Pd e Pdl, ha dato la sua versione: ''L'incontro con Pierluigi Bersani ed Enrico Letta è stato l'occasione per confermare quel che abbiamo sempre detto: il presidente della Repubblica deve rappresentare l'unita' nazionale e dunque non puo' essere, e neanche puo' apparire, ostile a una parte significativa del popolo italiano. Deve trattarsi di una personalità di indiscusso prestigio e di riconosciuta competenza istituzionale'', ha sottolineato Alfano. Che ha chiarito: "Durante l'incontro non sono stati fatti nomi di possibili candidati. Nei prossimi giorni potranno esserci ulteriori appuntamenti per compiere ogni sforzo tendente ad assicurare condivisione per una scelta così delicata e importante. Il presidente Silvio Berlusconi ha ribadito la propria disponibilità a fare ciò che è utile all'Italia a difesa del consenso ricevuto e della fiducia che milioni di italiani anche questa volta gli hanno accordato", conclude il segretario del Pdl.
Intanto l'ex leader della Lega Umberto Bossi si è fatto scappare qualche confidenza sulla sua idea di una personalità candidabile al Quirinale con i cronisti presenti a Montecitorio: "Il governo non si fa più, si farà il presidente della Repubblica. Per il Quirinale "bisogna trovare uno che non sia un leader e che in piazza puòricevere l'applauso di tutti". "Marini al Quirinale? Potrebbe essere il meno peggio". Una donna al Colle? "Potrebbe anche essere una donna", è la risposta. Si fanno nomi? "Non lo so", dice ancora ai cronisti Bossi. Poi, sulla possibilità di un'alleanza tra Pd e Pdl il leader della Lega propone la sua visone: "Se fossi Berlusconi darei la possibilità di fare il governo a Bersani, che tanto poi va a schiantarsi. Chi governa ora in pochissimi mesi si schianta e poi vince Berlusconi". Dunque fiducia a un governo a guida Bersani? "Se Berlusconi fosse furbo lo farebbe", la conclusione di Bossi.